«Successo spettacolare». Donald Trump tratta anche un attacco che può avere una logica militare e geopolitica ma che porta l’America e il mondo sull’orlo di un conflitto catastrofico come la puntata di un suo reality. Stavolta, però, la regia sembra passata nelle mani di Netanyahu che lo trascina nel tentativo di abbattere a spallate il regime iraniano, dopo aver ostacolato i suoi tentativi di negoziare con Teheran.

Con lo stesso gusto col quale ha trasferito nella sfera della salute un acronimo di successo, Maga, coniando Maha, Make America Healthy Again, a protezione del titolare della Sanità, Bob Kennedy Jr, inviso anche a molti repubblicani per la sua ostilità ai vaccini, Trump smentisce tutti i suoi ministri impegnati a presentare l’intervento Usa come un’operazione «chirurgica» strettamente limitata agli impianti nucleari: inventa un altro acronimo, Miga, versione dell’originale destinata all’Iran e afferma con tono quasi scanzonato che «Non sarà politicamente corretto, ma se l’attuale regime non è in grado di rendere l’Iran grande perché non fare un cambio di regime?»