Con una mossa a sorpresa senza precedenti da parte dei suoi predecessori, Donald Trump ha sferrato un attacco all'Iran, mirando a tre siti nucleari chiave (Fordow, Natanz ed Esfahan), solo due giorni dopo aver dato un ultimatum di due settimane a Teheran per negoziare. La 'Midnight Hammer', 'Martello di mezzanotte' come è stata battezzata la missione, rappresenta un vero azzardo che può definire la sua presidenza: positivamente se l'Iran accetterà di trattare, negativamente se sceglierà di rispondere colpendo il personale civile e i 40 mila soldati americani nella regione, trascinando gli Usa in una nuova guerra che Trump aveva promesso di evitare in nome dell'America First.

Massima allerta anche negli Stati Uniti, dove, nel timore di attentati, sono state rafforzate le misure di sicurezza nelle città principali, dalla capitale a New York e Los Angeles, mentre l'opinione pubblica e il Congresso si spaccano. Tutto dipenderà dalla reazione di Teheran nelle 24-48 ore successive ai raid.

Trump, che ha seguito l'operazione nella situation room insieme ai suoi più stretti collaboratori prima di annunciare il blitz su Truth e parlare alla nazione, ha detto di voler ora la pace ma ha messo in guardia che gli Usa risponderanno con ancora maggior forza se Teheran colpirà gli Usa. E ha ribadito, in "un lavoro di squadra", l'asse con Bibi che ha pregato per lui al Muro del Pianto.