L'attacco condotto dagli Stati Uniti contro tre siti nucleari iraniani - Fordow, Natanz e Isfahan - ha scatenato una valanga di reazioni a livello internazionale, dipingendo un quadro spaccato tra chi esulta per la fermezza militare americana e chi avverte che il mondo è sull'orlo di un nuovo conflitto. Il presidente Donald Trump, parlando alla nazione dalla Casa Bianca, ha definito l'operazione «un successo militare spettacolare». «I principali impianti di arricchimento nucleare dell'Iran sono stati completamente e totalmente distrutti», ha dichiarato, affiancato dai suoi più stretti collaboratori: il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario alla Difesa Pete Hegseth.
Donald Trump parla dopo l'attacco all'Iran
Trump ha poi lanciato un monito: «A questo punto o ci sarà la pace o ci sarà una tragedia come mai prima. Se la pace non arriverà rapidamente, attaccheremo gli altri obiettivi con precisione, velocità e abilità». Un messaggio inequivocabile, rafforzato da un tono bellico che ha scosso anche il Congresso.
Accanto a Trump, si è schierato con entusiasmo Benjamin Netanyahu. Il premier israeliano ha definito l’azione americana «insuperabile», lodando il presidente Usa per «una decisione coraggiosa che cambierà la storia». In un messaggio video, ha parlato di un futuro di «prosperità» per il Medio Oriente, ringraziando Trump a nome del «popolo di Israele».










