Donald Trump prosegue nella ricerca della formula magica che gli assicuri la vittoria in Iran pur continuando a dichiarare di averla già ottenuta.
Inizialmente sono stati i raid aerei dello scorso giugno volti, nelle parole del presidente americano, a "radere al suolo" il programma nucleare di Teheran.
A febbraio è seguita l'operazione 'Epic fury' in collaborazione con Israele per innescare - sempre nelle intenzioni del tycoon - un cambio di regime e una sollevazione popolare. Quindi The Donald ha puntato sul blocco del traffico marittimo iraniano per spezzare la morsa dei pasdaran sullo stretto di Hormuz.
Infine, è scattato il piano 'Project freedom' per assistere le navi rimaste bloccate nello strategico tratto di mare. Ma nessuno di questi piani ha portato i risultati sperati da Washington e Trump è stato costretto a ritornare alla casella di partenza: negoziare un'intesa con un regime che ha decapitato ma non spazzato via.
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