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24 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 14:55
“Per ora siamo al puro teatro persiano. La base presa di mira dall’Iran era stata evacuata dagli americani già da una settimana, perché il governo del Qatar ha negato agli Usa l’uso di quella base per bombardare l’Iran. Quindi, quella iraniana è stata una risposta simbolica, il che non esclude che possano seguire sviluppi più gravi. Tuttavia, conoscendo un po’ gli iraniani, direi che cercheranno di tenere un profilo basso, limitandosi allo stretto indispensabile per dimostrare di essere ancora vivi e vegeti e capaci di colpire, ma senza causare uno scontro diretto con gli Usa“. Così a Otto e mezzo (La7) il direttore di Limes, Lucio Caracciolo, commenta lo stato attuale del conflitto tra Israele e Iran, con particolare riferimento alla rappresaglia iraniana successiva all’attacco americano di sabato notte.
“In questa vicenda – spiega Caracciolo – Trump pare essere stato più che altro guidato da Netanyahu. Con un paradosso potremmo dire che è la potenza regionale ad aver spiegato alla potenza globale cosa fare, e la potenza globale ha accettato di farlo. Quello che noi vediamo per ora è che non esiste, né poteva esistere una soluzione totale e definitiva per il programma atomico iraniano. E non sappiamo neppure che fine abbia fatto l’uranio arricchito, anche perché, se davvero si volesse distruggere quel programma, l’unico modo sarebbe andare in Iran“.














