Il gelo sceso ad Ankara tra Meloni e Trump, malgrado il tentativo di ammorbidire le sue uscite offensive dei giorni scorsi, dimostra che la premier ha ancora interesse a mantenere le distanze con il presidente Usa. E d’altra parte Trump ha confermato in pieno quel che s’è visto e sentito nei giorni scorsi. E cioè che confonde volutamente i rapporti personali e quelli politici, non tiene in considerazione né il compito difensivo della Nato né la collocazione dell’Italia all’interno dell’Alleanza, né il ruolo di “ponte” nei rapporti tra Europa e Usa che Meloni si era proposta e che Trump o non ha capito o non ha voluto capire. Perfino la distinzione che fa tra Italia e Francia e Germania finisce per aggravare la condizione del governo di Roma, in balìa dei suoi umori.

“Persone passano, Usa restano”. Fastidio per il riferimento a reati “infamanti” e i sospetti sul Purl

Reduce dal discorso del 4 luglio e a due giorni dall'avvio del vertice Nato di Ankara del 7 e 8 luglio, il presidente degli Stati Uniti ha postato una immagine sul suo social Truth