L'ultimo post di Trump sull'odine restrittivo per Meloni non sarebbe stato un attacco, secondo un alto funzionario della Casa Bianca, ma una sorta di complimento. Come ha intenzione di presentarsi la premier italiana al vertice Nato e la paura di un agguato, come già avvenuto in passato con il presidente francese

Giorgia Meloni arriva al vertice Nato ad Ankara con una linea irremovibile: ignorare le provocazioni di Donald Trump e non concedere altre repliche pubbliche. «Adesso basta. Non intendo tornarci sopra», ha detto la premier al suo staff dopo l’ultimo attacco social del presidente Usa, questa volta segnato da toni sessisti, come racconta Francesco Bechis sul Messaggero. In Turchia, la premier «non sarà gelida, di più», mormorano nel suo staff a Marco Galluzzo del Corriere della Sera. La richiesta di un «ordine restrittivo» contro la premier, paragonata a quella riservata agli stalker, resta ancora senza risposta. A parlare per conto del governo sarà solo il ministro della Difesa Guido Crosetto. Il vertice, per Roma, serve soprattutto a blindare gli obiettivi italiani, dal 2,8% del Pil già destinato alla Difesa fino alla richiesta di inserire nella dichiarazione finale una postura Nato che protegga anche il fianco Sud dell’Europa, non solo quello orientale.