Dagli attacchi sui social al vertice Nato, i toni del presidente americano si abbassano. Quasi a cercare un disgelo con la premier italiana, che si è ritrovata allo stesso tavolo. Poi Trump passa all'attacco contro tutti gli alleati Nato
Giorgia Meloni attraversa la hall dello Sheraton di Ankara vestita di nero e, ai cronisti che la aspettano al termine di una cena complicata, regala una battuta secca: «Ecco il plotone d’esecuzione…», racconta Tommaso Ciriaco su la Repubblica.Alla domanda su come sia andata con il presidente Usa risponde con un laconico «rapporti cordiali». A chi insiste chiedendo se ci sia stato un chiarimento dopo gli insulti degli ultimi giorni, taglia corto: «Vi ho già risposto». È il primo faccia a faccia tra i due dopo che Donald Trump, domenica sera, aveva postato su Truth un meme con la premier accompagnato dalla scritta «serve un ordine restrittivo», la formula riservata di solito agli stalker. Come ricorda Francesca Basso sul Corriere della Sera, Palazzo Chigi aveva scelto di non rispondere alla provocazione.
Perché Trump ha cambiato tono su Meloni
Poche ore prima della cena, nel punto stampa con Recep Tayyip Erdogan, Trump aveva smorzato l’attacco dei giorni precedenti, pur con qualche frecciata. «Il nostro rapporto è diventato un po’ cattivo, ha rifiutato di aiutarci. Io non le ho messo pressione. Ha rifiutato di essere coinvolta sullo Stretto di Hormuz, ha rifiutato di essere coinvolta sull’Iran», ha detto, riporta Flaminia Camilletti su La Verità, aggiungendo che secondo il presidente Usa «Gli Stati Uniti hanno tanto petrolio, più di chiunque altro, non ci serve Hormuz». Trump chiude comunque con «mi piace, è una brava persona, ma penso che abbia fatto un errore».










