"La selezione italiana nel suo complesso era la più forte degli ultimi anni, i film sono stati accolti molto bene dal pubblico, dagli spettatori e da una parte della critica forse meno capiti dalla critica internazionale e dalla giuria, e questo rivela una sorta di gap tra il cinema italiano e le nuove tendenze del cinema contemporaneo a livello mondiale impongono una riflessione. È evidente che il cinema italiano è meno capace di rinnovarsi di altre cinematografie e di lavorare su nuove tematiche". Così il direttore Alberto Barbera al Casinò del Lido fa un bilancio con l'ANSA di questa 83/esima edizione della Mostra del cinema di Venezia che si è chiusa con una debacle del cinema italiano: cinque film in concorso e nessun premio.

Cosa fare? "Rinnovare temi e linguaggi, visto che è cambiato enormemente il pubblico in gran parte composto oggi da giovani e giovanissimi, mentre si continua a fare un cinema nel solco della tradizione. Bisogna accelerare questo processo di rinnovamento, di ringiovanimento. Ci sono tanti giovani registi che sono bravissimi, gli va data fiducia. È vero la giuria del concorso non ha premiato film italiani, ma i premi sono arrivati ad Orizzonti, alle Giornate degli autori, perché lì ci sono autori giovani e autori emergenti".