VENEZIA - Centosettantatré sono i film italiani arrivati a Venezia per la selezione; ventuno sono quelli selezionati. Cinque sono in concorso e gli altri disseminati nelle varie sezioni. «In Italia si continua a produrre tantissimo dichiara Alberto Barbera ma non sempre alla quantità corrisponde la qualità. Poi, c'è un problema distributivo. Si pensi che lo scorso anno sono ben centoquaranta i film italiani che non sono mai usciti nelle sale. Quel che mi dispiace è che quest'anno non abbiamo trovato un'opera prima italiana significativa, e questo non è mai un bel segnale». Cinque film italiani in concorso, ma nessuna regista donna: «Non c'è stata alcuna volontà di escluderle dice il direttore della Mostra basti a dimostrarlo che abbiamo cinque film in concorso di registe di altre nazionalità; purtroppo, ancora oggi le donne dietro la macchina da presa in Italia sono ancora, ma anche altrove, un numero esiguo».

Partiamo dal già annunciato "La Grazia" di Paolo Sorrentino interpretato da Toni Servillo (la settima collaborazione dell'attore con Sorrentino) della cui trama si sa ancora pochissimo, solo che sarà una storia sentimentale (forse, segue gli ultimi giorni di un immaginario presidente italiano). «Sono vent'anni che pensavo di fare un film d'amore insieme a Servillo ha dichiarato il regista - Finalmente abbiamo trovato il modo per realizzare questa idea; sarà un film alla Truffaut, anche se spero che non dicano che passo da Fellini a Truffaut». Sorrentino dopo "Parthenope", girato nella sua Napoli, si sposta al Nord: le prime scene de "La Grazia" sono state girate a Torino, ma poi il film dovrebbe tornare a Roma. LA DIVINA Dopo Sorrentino, tra gli italiani in concorso "Duse" di Pietro Marcello (già in Mostra nel 2019 con "Martin Eden" per il quale Luca Marinelli ha vinto la Coppa Volpi per la migliore interpretazione). Interpretato da Valeria Bruni Tedeschi, segue gli ultimi anni di vita della celebre attrice raccontata dalla sua unica figlia, Enrichetta (Noémie Merlant). Un periodo, tra gli anni della Prima guerra mondiale e l'ascesa del fascismo, quando Eleonora Duse sceglie di tornare sul palcoscenico facendone un atto rivoluzionario e affrontando l'ultimo viaggio consapevole di poter rinunciare alla sua stessa vita, ma non alla sua vera natura di ribelle, di donna moderna e tormentata. La vita della "divina" nella fiction sarà accostata al documentario del 1921 sulla traslazione del milite ignoto da Aquileia a Roma.Di Leonardo Di Costanzo (già a Venezia nel 2021 con "Ariaferma"), in concorso "Elisa", storia vera di una ragazza di buona famiglia (interpretata da Barbara Ronchi) in carcere da dieci anni per avere ucciso brutalmente la sorella e per aver tentato di uccidere anche la madre. Quando incontra in carcere Alaoui, un criminologo specializzato in delitti familiari, Elisa intraprende un doloroso percorso di introspezione. Attraverso le sedute con Alaoui, la verità inizia lentamente a emergere. Ciò che sembrava certo si sgretola, lasciando spazio a una rivelazione sconvolgente, ma liberatoria. Dopo il Leone d'oro vinto nel 2013 con "Sacro Gra", torna a Venezia Gianfranco Rosi con il documentario "Sotto le Nuvole" ambientato in un territorio sospeso tra storia e modernità, ai piedi del Vesuvio, tra Napoli e Pompei, un luogo senza tempo, dove il passato e il presente si fondono in un intreccio profondo e spesso drammatico. Sulle tracce della Storia, delle memorie del sottosuolo, in bianco e nero, vi è una Napoli meno conosciuta che si popola di vite perché sotto le nuvole della città c'è un territorio attraversato da abitanti, devoti, turisti, archeologi che scavano il passato, da chi, nei musei, cerca di dare ancora vita, e senso, a statue, frammenti, rovine. Ultimo film italiano in concorso è "Un film fatto per bene" di Franco Maresco il cui il punto di partenza è un travagliato progetto di un film mai terminato su Carmelo Bene, ma è poi una sorta di cronistoria, più o meno romanzata, delle difficoltà personali e produttive incontrate dal regista nel suo tentativo di documentario chiamando come testimoni tutti coloro che hanno partecipato all'impresa in un'indagine che è l'occasione per ripercorrere la personalità e le idee dell'autore più corrosivo e apocalittico del cinema italiano. EVENTO SPECIALE Fuori concorso "After the Hunt" di Luca Guadagnino con Andrew Garfield e Julia Roberts una professoressa di Yale che diventa involontaria confidente di una delle sue studentesse. La ragazza accusa un insegnante di avere oltrepassato il limite con pesanti avances; non è chiaro chi dica la verità e chi menta, e la professoressa si trova in estrema difficoltà: lo scandalo rischia di far emergere anche un oscuro segreto che riguarda il suo passato. Tratto dal libro omonimo di Giani Stuparich, esordisce in Orizzonti Laura Samani con l'opera seconda "Un anno di scuola" nel romanzo ambientato a Trieste nei primi anni del Novecento mentre nel film l'azione si sposta nel 2007.«Non è un caso che la scelta sia caduta sul 2007 - dichiara - è il mio ultimo anno di scuola superiore. Si tratta di un anno molto particolare, spartiacque per Trieste, anno della caduta dei confini con la Slovenia che entra in Schengen, l'anno dell'avvento dei social. Da quel momento in poi il tipo di socialità è cambiato». Il film è stato girato in Friuli Venezia Giulia e in Veneto, tra Caorle, Bibione e la Carnia.