Partiamo dai numeri. 91 lungometraggi di cui 21 in gara per il Leone d’oro: tra questi 6 diretti da donne, 5 di nazionalità maggioritaria italiana, 3 prodotti da Netflix, solo 4 extra Usa e Europa (da Cina, Corea del Sud, Taipei e Tunisia). Riusciranno a «offrire perplessità, seminare dubbi, nutrire interrogativi» come si augura Alberto Barbera, alla direzione numero 17, di cui 14 consecutive? La sua speranza è evidentemente anche la nostra.
Le speranze del cinema, in un anno non esaltante: un miracolo a Venezia per riportare la gente nelle sale
Dobbiamo incrociare le dita e augurarci che le scelte di Barbera facciano centro, mettendo la sordina alle polemiche, perché un festival debole finirebbe per penalizzare ancora di più il mercato














