Il verdetto della giuria? "Lo trovo corretto: da una parte si è privilegiato l'aspetto cinematografico e dall'altro lo zeitgeist, lo spirito del tempo, la questione Gaza.
La giuria ha discusso a lungo, in grande accordo". Così un rilassato Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra del Cinema di Venezia, all'indomani della serata finale dell'82/a edizione analizza con l'ANSA le scelte della giuria, presieduta da Alexander Payne, che ha assegnato il Leone d'Oro a 'Father Mother Sister Brother' del regista indie american Jim Jarmusch e il Leone d'argento allo straziante 'The Voice of Hind Rajab' di Kaouther Ben Hania, con tutto il suo carico di dolore per la vittima di Gaza di cinque anni protagonista 'in voce' del film. Un giudizio che ha lasciato l'amaro in bocca a quanti avrebbero preferito vedere proprio Hind Rajab sul gradino più alto del palmares.
È vero che c'è stato un componente della giuria (si è parlato ieri di Fernanda Torres, attrice, scrittrice e sceneggiatrice brasiliana, ndr) che avrebbe protestato per il verdetto? "No, non è assolutamente vero. Non c'è stato nessun problema nella giuria dove certo si è discusso a lungo, ma all'interno di un dibattito civile e approfondito". Cosa pensa comunque del giudizio finale? "Credo sia necessario accettarlo. Certo, un'altra giuria avrebbe probabilmente agito diversamente, ma questo è del tutto normale, fa parte del gioco".













