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7 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 14:38

La Mostra del Cinema di Venezia è terminata, ma, ancora una volta, ha stimolato lenzuolate dei maggiori quotidiani (italiani) rispetto a film presentati, star sul red carpet, e polemiche variegate. Poco o nulla sul “dietro le quinte” ovvero sulla politica culturale. Era atteso, ma non arriverà al Lido il designato neo direttore generale Giorgio Carlo Brugnoni, che – come anticipato dal FattoQuotidiano 19 agosto – andrà a sostituire lo storico dg Nicola Borrelli, dimessosi ad inizio luglio per “ragioni personali”, ma sullo sfondo della vicenda del presunto assassino e regista di Villa Pamphilj, che ha riacceso i riflettori sulla controversa gestione del Tax Credit cine-audiovisivo.

La situazione del settore è aggravata da questo ritardo nella nomina della guida della Direzione Cinema e Audiovisivo: vi sarebbero rischi di rilievi da parte della Corte dei Conti, per deficit di requisiti. Prevale quindi incertezza istituzionale, che si affianca a rinnovati fuochi d’artificio numerici del Governo. Al Lido, infatti, la Sottosegretaria delegata, la senatrice leghista Lucia Borgonzoni, ne ha approfittato per ribadire la bontà del suo “governo” del sistema cine-audiovisivo italiano, sostenendo – ancora una volta – che tutto va bene, anzi benissimo. La fiancheggia a spada tratta anche Federico Mollicone (FdI), presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, il quale addirittura ha chiesto al collega Matteo Orfini (Pd) di “chiedere scusa” perché avrebbe invece rappresentato finora un quadro “catastrofico” del settore. Il parlamentare del M5s Gaetano Amato ha sostenuto che il Governo spara numerologie “menzognere”.