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19 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 17:54

Mercoledì 17 settembre, il centro di ricerca indipendente che ho cofondato nel 1992 e che presiedo da oltre 30 anni ha diramato un comunicato stampa nel quale offriva un set di numeri durissimi sulla situazione del settore cinematografico e audiovisivo, concentrandosi sia sul crollo dell’occupazione sia sull’andamento del box office: un dataset che smentisce il pervicace ottimismo del racconto rassicurante della Sottosegretaria delegata al cinema e all’audiovisivo, la senatrice leghista Lucia Borgonzoni, che continua a ripetere che il settore è in buona anzi ottima salute. E che – naturalmente – si autoproclama massima regista del “buon governo” del settore.

Il dato più clamoroso evidenziato dall’Istituto italiano per l’Industria Culturale IsICult è semplice quanto devastante: nel 2024, il livello di occupazione delle troupes cinematografiche e audiovisive è crollato del 90% (leggesi: novanta per cento) rispetto all’anno 2023. La fonte dei dati è il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel), che ha validato numeri forniti dall’Inps (Uniemens), in relazione all’unica forma contrattuale possibile nell’ambito del lavoro dei tecnici e delle maestranze (classificata come “G121”). Numeri ufficiali e istituzionali, non opinioni o affabulazioni.