VENEZIA - La Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, edizione numero 82, chiude con l’ennesimo bilancio positivo. Solo che l’attribuzione del Leone d’oro all’americano Jim Jarmusch per il suo "Father Mother Sister Brother" ha lasciato a parecchi l’amaro in bocca. I più si aspettavamo che questa ottantaduesima Mostra del Cinema di Venezia monopolizzata dal dibattito sugli orrori di Gaza venisse vinta da "The voice of Hind Rajab", il film “vero” della regista tunisina Kaouther Ben Hania sulla bimba che chiede aiuto e che non viene salvata. Il film sulla storia di Hind doveva essere premiato a Venezia? E com’è che nessuno del Governo - il ministro Alessandro Giuli, la sottosegretaria Lucia Borgonzoni - nei comunicati ufficiali ha fatto un minimo cenno al film della bimba palestinese?

Annullato il ristretto punto stampa della Biennale post Mostra (la motivazione: “Non ci sono le condizioni”), a parlare sono i numeri e il direttore Alberto Barbera. I numeri: 103.033 biglietti venduti (+9% sul 2024) e 13.934 accrediti ritirati (+9% sul 2024); 13.978 prenotazioni (+16%) per la sezione Venice Immersive; 1.700 partecipanti accreditati, per lo più giovani, alle Masterclass e circa 44,4 milioni di visualizzazioni per i contenuti della Mostra pubblicati su web e social con circa 855.125 interazioni (+12%) e 1,3 milioni di visualizzazioni di pagina per il sito ufficiale.