LIDO DI VENEZIA - C'è talmente tanta offerta come ogni anno, che è come entrare in una pasticceria e dolersi di dover mangiare solo qualche dolce, perché il tempo è limitato. Ti resta la sensazione di aver perso diverse occasioni. E d'altronde troppi film in un giorno, come troppi dolci, alla lunga non fanno bene. Insomma ci sarà solo l'imbarazzo della scelta.

Già il Concorso si presenta assai ricco. Cinque titoli italiani, stavolta forse meno esposti a cocenti delusioni come in passato. Paolo Sorrentino, a cui è stata garantita anche la serata inaugurale, porta "La grazia", film ancora oggi sostanzialmente misterioso, dove forse si parla di un presidente della Repubblica e delle scelte che intende fare. Finalmente in Concorso anche uno dei registi più interessanti della sua generazione, Leonardo Di Costanzo, finora rimasto sempre in Orizzonti o Fuori Concorso: il suo ultimo lavoro, "Elisa", racconta una storia drammatica, nella quale una ragazza di buona famiglia è in carcere da 10 anni per aver ucciso la sorella.

C'è poi l'Eleonora Duse di Pietro Marcello, ritratto di una delle attrici più iconiche italiane, raccontata attraverso la figlia e materiali d'archivio. Titolo semplicemente: "Duse". Franco Maresco rende omaggio a uno dei grandi, geniali artisti di teatro e cinema, Carmelo Bene, appunto con "Un film fatto per Bene", nel suo consueto stile. Infine torna a Venezia il Leone d'oro Gianfranco Rosi che, trascorsi tre anni tra Napoli e il Vesuvio, ci illustra la vita e la quotidianità di quella città speciale, in un film in bianco e nero.