Ottantadue edizioni della Mostra del cinema di Venezia, 93 anni di storia: da quando la rassegna era cosa per pochissimi eletti a fenomeno popolare con più di duecentomila spettatori. Il Lido è allo stesso tempo scrigno del cinema del passato e proiezione verso l’immaginario del futuro, la Mostra è classica, come lo sono i film restaurati che ogni anno tornano a vivere in Sala Grande, e immersiva, grazie alla selezione di realtà virtuale all’isola del Lazzaretto Vecchio (le prenotazioni sempre in aumento hanno superato le dodicimila lo scorso anno). Nel mezzo, i film che raccontano il mondo in cui viviamo, sempre più complicato, drammatico e frammentato per il quale il cinema ci fornisce uno sguardo.
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Da una giovanissima Katharine Hepburn premiata come Jo March nel Piccole donne del 1933 al film pro eutanasia di Pedro Almodóvar, la storia della Mostra attraverso i film e i cineasti premiati è una fotografia del paese e di come il cinema abbia condizionato la società. Come è cambiata la Mostra da quando la sera del 6 agosto 1932 venne presentato quello che poi sarebbe diventato un cult del genere, Dr. Jekyll and Mr. Hyde di Rouben Mamoulian, il primo film non muto tratto dal romanzo di Stevenson?














