La Mostra del Cinema di Venezia è la casa dei giovanissimi. Studenti di storia del cinema o di scuole di regia e sceneggiatura, o semplicemente appassionati, che per gli undici giorni del festival (l’82ª edizione si è conclusa sabato 6 settembre) fanno scorpacciate di film. Con al collo l’accredito Cinema, quello di colore verde, destinato a loro e ai membri dei circoli cinematografici, partono all'alba - ma spesso anche prima - per raggiungere il Lido.

Chilometri in treno, la traversata su vaporetti. Alloggiano in case condivise o ostelli. Corrono verso la prima proiezione in un Palabiennale non proprio comodissimo ma pronto ad accoglierli. Tra una proiezione e l’altra discutono, analizzano, sviscerano i film in profondità, regalando critiche approfondite: l’urgenza politica e narrativa di The Voice of Hind Rajab, la solidità dell’immaginario creato da Yorgos Lanthimos in Bugonia, la spietata analisi della società capitalista portata sullo schermo da Park Chan-wook in No Other Choice.

Ci sono i giurati del Leoncino d’oro (nella foto): studenti e studentesse delle scuole secondarie di secondo grado, uno per Regione, che quest’anno hanno premiato il film di Kaouther Ben Hania ambientato a Gaza; o i ragazzi e le ragazze, tra i 18 e i 28 anni, di Arca CinemaGiovani, vicini di casa di «Che Spettacolo!» (l’iniziativa di Fondazione Ente dello Spettacolo e Rcs) alle procuratie del Lido: che oltre ad assegnare i loro premi collaterali - miglior film in concorso The Voice of Hind Rajab e miglior film italiano in concorso a La grazia di Paolo Sorrentino - ogni giorno hanno prodotto il Tg Arca, con recensioni, interviste e incontri. Ma soprattutto ci sono studenti da tutto il mondo. Tutti accomunati da una immensa passione per il cinema.