Venezia, 6 set. (askanews) – Il tema del caporalato irrompe all’82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con il cortometraggio animato
“Il nome di Hope”, regia di Giacomo Salvatelli, realizzato da un collettivo di oltre 20 giovani studenti di cinema, musica, animazione. Prodotto da Fai-Cisl, Agrilavoro Edizioni e Fondazione Fai-Cisl Studi e Ricerche, il corto, di 15 minuti, ricostruisce la vicenda di Hope, giovane bracciante nigeriana morta a seguito di un incendio nel ghetto di Borgo Mezzanone, nel foggiano, cinque anni fa.
L’assegnazione del Premio collaterale “Persona Lavoro Ambiente”, giunto alla sesta edizione, con cui la Fai-Cisl premia le opere cinematografiche più attente ai temi del lavoro e della sostenibilità ambientale, economica e sociale, si è svolta nello spazio dedicato all’Hotel Excelsior.
Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl ha spiegato la genesi del progetto: “Nasce per creare un ponte tra cultura e impegno sociale e credo che con questo cortometraggio si sia riusciti a veicolare un messaggio importante: il sindacato c’è e c’è a tutela delle persone soprattutto di chi, come Hope, non ha avuto la possibilità di poter vivere una vita dignitosa. E’ successo a Borgo Mezzanone, un luogo in cui non ci sono tutele e diritti, non c’è dignità né rispetto della persona. La Fai con questo cortometraggio ha creato questo ponte e io credo che sia fondamentale farlo coi giovani perché a loro noi dobbiamo far comprendere il ruolo del sindacato che resta fondamentale soprattutto per dare voce a chi non ce l’ha e far comprender loro che l’impegno nel sindacato è importante per costruire una società diversa”.












