Il sipario si abbassa sull’edizione numero venti della Festa del Cinema di Roma, ma la platea resta accesa. Perché nei volti dei più giovani, negli applausi e nelle domande dopo ogni proiezione, c’è l’immagine più limpida del futuro.

È stata una festa di numeri record: 116.503 presenze complessive, in crescita del 6% rispetto al 2024. 82mila biglietti emessi, 4.337 accrediti, per un totale di 436 proiezioni e 198 film provenienti da 38 Paesi. Le sale dell’Auditorium Parco della Musica e quelle diffuse in città — 13 in tutto — hanno registrato un riempimento medio dell’85%. Roma ha risposto, ancora una volta, da capitale del cinema.

Ma dietro il palcoscenico, ci sono i volti dei ragazzi. Gli studenti, le scolaresche, i gruppi universitari che hanno attraversato il festival ogni giorno, facendo della Festa un laboratorio di cinema diffuso. Se la sera i riflettori si accendevano sul red carpet di Angelina Jolie e Jennifer Lawrence, la mattina l’attenzione e la curiosità dei più giovani sostituiva i flash. Sono stati 10.265 gli alunni di scuola primaria e secondaria (con 144 istituti coinvolti) che hanno partecipato alle proiezioni e ai laboratori di Alice nella città che quest’anno ha premiato come Miglior Film “My Daughter’s Hair” di Hesam Farahmand, Miglior Opera Prima a “Anemone” di Ronan Day-Lewis e assegnato il Premio del Pubblico a “2 cuori e 2 capanne” di Massimiliano Bruno.