VENEZIA - Il Palazzo del cinema splendente dopo la mano di bianco (e ne aveva bisogno), il nuovo ingresso alla Sala Darsena, i camion e i muletti che trasportano divani, piante, vettovaglie, mentre uno strato di cellophane protegge il tappeto rosso davanti al quale già bivaccano i primi ragazzini a caccia di autografi. Al Lido di Venezia la vigilia dell’inaugurazione della Mostra del cinema edizione numero 82 è uguale a quella degli anni passati, tra l’attesa dei divi (domani Paolo Sorrentino con Toni Servillo e Anna Ferzetti, ma anche Francis Ford Coppola per la laudatio di Werner Herzog, Leone d'oro alla carriera), i sopralluoghi delle forze dell’ordine, gli ultimi preparativi. Solo che su Venezia82 è già montata la polemica. Perché la Biennale, a detta dei firmatari di una lettera-appello con oltre 1.500 sottoscrizioni raccolte in poche giorni, non si sarebbe troppo sbilanciata a favore del popolo palestinese, non avrebbe condannato il genocidio in corso, limitandosi a sottolineare di essere «aperta al dialogo».

Così, ieri ha tenuto banco anche la notizia del forfait di Gal Gadot, l’attrice israeliana cointerprete del corale In the hand of Dante di Julian Schnabel, che era stata chiamata in causa dal gruppo Venice4Palestine attraverso la richiesta alla Biennale di ritirare l'invito a lei e a Gerard Butler «insieme a qualunque artista e celebrità che sostenga pubblicamente e attivamente il genocidio». In realtà pare che l'interprete di Wonder woman - così come Butler - non sia mai stata in procinto di venire al Lido, forse anche per evitare nuove polemiche nelle quali è già stata coinvolta negli ultimi mesi. Si è fatto però sentire il regista: «Quindici anni fa - ha detto Schnabel - ho realizzato “Miral”, da una sceneggiatura della giornalista e scrittrice palestinese Rula Jebreal. Credo che il film abbia espresso la mia risposta al conflitto senza fine di quel periodo. Al momento, posso solo dire che condanno senza riserve qualsiasi cosa che causi del male a ogni bambino, in qualsiasi parte dell'universo conosciuto, per mano di adulti che dovrebbero proteggerlo. Tutto qui. Tutto qui».