L'Editoriale

Sabato 12 Settembre 2026

IL RICORDO. A differenza di Marco Pannella, il suo fratello-avversario, Emma Bonino non credeva solo alla testimonianza «gandhiana» dei digiuni e delle marce per affermare le proprie ragioni, ma scommetteva anche sulla sfida del governo che infatti, a differenza di Pannella, la trovò impegnata come ministro e come commissario europeo oltre che come vicepresidente del Senato.

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È per questa ragione che Bonino non aveva la reputazione da «scapigliata» un po’ come tutti i radicali, irregolari e imprevedibili, ma era una autorevole personalità istituzionale, a Roma come a Bruxelles. Tanto è vero che la sua candidatura al Quirinale, più volte affacciatasi, non andò a buon fine per le diverse tattiche dei partiti ma da tutti era considerata assolutamente credibile.