«L’Italia ha il motore della crescita inceppato» Albino Russo, direttore generale di Ancc Coop, presentando il Rapporto Coop 2026-Consuni e stili di vita degli italiani di oggi e di domani (curato dall’Ufficio Studi Ancc-Coop con la collaborazione di Ref Ricerche, Università di Parma e Milano-Bicocca e consultabile al sito: Italiani.coop) snocciola i dati di un Paese in stallo, contrassegnato da una sempre più forte polarizzazione sociale con una classe media in grande difficoltà.

Un quadro preoccupante, evidenziato dalla copertina dell’infografica del Rapporto Coop 2026: un bambino povero che cavalca un missile-bomba. Un’immagine forte, che rimanda alle crisi geopolitiche che tengono sotto scacco i consumi. Risultato: le famiglie italiane scoprono il valore del “non consumo” che caratterizzerà anche i prossimi mesi. Una previsione in linea con l’annuncio della Bce di aumentare il costo del denaro di 25 punti base.

Il Rapporto presenta un quadro a tinte forti. «Il 2026 ci consegna un Paese ripiegato su se stesso, fermo da vent’anni, incapace di crescere, come rilevano i principali indicatori economici. L’Ufficio studi Coop stima una crescita del Pil che quest’anno non supererà lo 0,8% e il 0,9 nel 2027» continua Russo che rimarca come in Italia tutte le leve che concorrono alla crescita economica siano ferme o retrocedano: produttività, demografia, dimensione di impresa e istruzione.