«Un Paese rassegnato a non crescere».
Questa la fotografia dell'Italia nel 2026 delineata nell'ultimo «Rapporto Coop 2026-Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani»: «Il quadro che emerge è quello di uno Stato in stallo, contrassegnato da una sempre più forte polarizzazione sociale con una classe media in grande difficoltà» ha commento Domenico Brisigotti, presidente Coop Italia.
Secondo la stima dell'Ufficio Studi Coop, la crescita del pil del 2026 sarà dello 0,8% e l'anno dopo dello 0,9%.
Valori deludenti rispetto agli investimenti messi in campo grazie ai fondi europei e all'ottima performance delle aziende italiane sul mercato estero. «Sembra che abbiamo destinato le risorse del Pnrr più alla resilienza che alla crescita», ha detto Ernesto Dalle Rive Presidente Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori).Il confronto con il resto d'Europa mostra le ragioni dello stop dell'economia italiana.
In primis, la difficoltà nostrana di far crescere la produttività: la variazione media annua dal 2019 al 2025 è stata negativa dello 0,2%.











