Milano, 10 set. (askanews) – In un mondo che “naviga a vista”, tra allarmi, rischi sempre più pressanti e conflitti, che si fatica credere possano concludersi nel breve, l’Italia appare come un Paese ripiegato su sè stesso e incapace di crescere: secondo una la stima dell’Ufficio studi Coop la chiusura del Pil 2026 non supererà lo 0,8%, lo 0,9% nel 2027. Del resto, tutte le leve che concorrono alla crescita economica sono ferme o retrocedono: la produttività, la demografia, la dimensione di impresa, l’istruzione. E gli italiani, in questo scenario plumbeo, avvertono la stanchezza del quotidiano: lamentano la mancanza di tempo da dedicare a se stessi e il 30% è sulla soglia di un vero e proprio burning out, temono come e più degli altri le guerre (87%), sentono la zavorra della difficile situazione economica (77%). Il porto sicuro resta la famiglia (lo indica il 64%) e sotto pressione non stupisce che la ricerca del benessere, un lascito del post-Covid, acquisti ora una valenza diversa. Il wellness coincide con buone capacità cognitive per il 64% degli italiani e immediatamente dopo dal benessere psicologico (54%); entrambi sopravanzano l’importanza della salute fisica (43%). E’ il quadro tratteggiato dall’anteprima digitale del “Rapporto Coop 2026-Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani”.
Rapporto Coop: Italia ripiegata su sè stessa, cambia la sintassi dei consumi
Riscoprono la famiglia. Il Kefir re del carrello della spesa












