Verso un anno che si preannuncia con una crescita nell’ordine dei decimali: 0,2% per il Pil e dello 0,3% per i consumi. «L’Italia nel 2026 sarà un paese con una crescita poco significativa, vicina allo zero, con consumatori con una capacità di spesa compressa dalle spese obbligate» rimarca Ernesto Dalle Rive, presidente di Ancc-Coop cui fanno capo 72 cooperative di consumatori con ricavi 2024 per 16,4 miliardi, oltre 57mila dipendenti in più di 2.200 supermercati scelti da 9 milioni di clienti ogni settimana.
Inoltre, la grande distribuzione si lascia alle spalle un 2025 difficile segnato dal calo dei volumi di vendita e con i margini in sofferenza. La via più diretta è la limatura dei costi e la ricerca di nuovi ricavi come, per esempio, nell’area dei servizi. Si studiano soluzioni per sostenere i fatturati.
«Come Coop stiamo facendo una riflessione che vorremmo condividere con il sistema della Grande distribuzione: la chiusura dei supermercati la domenica per arrivare a un punto di caduta condiviso che potrebbe prevedere 6 giorni di apertura dei negozi» dice Dalle Rive. Fu il decreto «Salva Italia» del governo Monti a introdurre le aperture domenicali e nei festivi dei negozi. «Le principali imprese del sistema Coop ora vedono con favore la chiusura la domenica e vogliamo vedere se è possibile aprire dei tavoli di confronto con Federdistribuzione e l’Associazione della distribuzione moderna (Adm), se si può arrivare a una visione condivisa».









