La caduta della città portuale yemenita di Mocha nelle mani delle milizie Houthi spalanca le porte a una doppia morsa marittima con l’Iran tra Bab el-Mandeb e Hormuz. A Fanpage.it l’analista Giuseppe Dentice (Osmed) illustra le possibili ricadute su bollette, logistica e stabilità globale: “Per mettere in crisi l’Occidente non serve chiudere gli stretti, basta aumentarne il rischio”.

Intervista a Giuseppe Dentice

Analista esperto di Medio Oriente dell'Osservatorio sul Mediterraneo (Osmed).

Mocha, città un tempo fulcro del commercio mondiale del caffè, è da ieri controllata dalla milizia degli Houthi. La caduta della strategica città portuale yemenita è il culmine di una massiccia e feroce offensiva militare lanciata dai ribelli lo scorso 3 settembre. Un attacco condotto su tre assi (Taiz occidentale, Hodeidah meridionale e la stessa Mocha) che – come spiega Al Jazeera – ha costretto centinaia di donne e bambini alla fuga verso sud, aggravando una crisi umanitaria già drammatica. L'avanzata è stata facilitata da un improvviso ritiro tattico delle Forze di Resistenza Nazionale (sostenute dalla coalizione a guida saudita) guidate da Tareq Saleh, che hanno riposizionato i propri centri di comando lasciando di fatto campo libero all'avanzata Houthi.