La situazione nello Stretto di Bab al-Mandeb è peggiorata nelle ultime 24 ore: l'elemento più importante è collegato all'offensiva scatenata dai miliziani Houthi, che questa volta non si è limitata ad attaccare le navi battente bandiera saudita, ma sono riusciti a penetrare fisicamente dentro il corridoio strategico dello Stretto.
Possiamo riassumere, a grandi linee, gli importanti risultati raggiunti dai miliziani: gli Houthi hanno conquistato Mocha (Al-Mokha), importante porto yemenita sul Mar Rosso, collocato a meno di 80 km da Bab al-Mandeb. Le forze Houthi sono arrivate sull'isola di Perim (Mayyun), collocata al centro dell'ingresso dello Stretto e, per quanto ci è dato conoscere, le forze governative yemenite, sostenute dall'Arabia Saudita, si sono ritirate da Perim e da Dhubab, lungo la fascia costiera Sud-occidentale del Paese, che si affaccia direttamente sul Mar Rosso, proprio di fronte all'isola di Perim in prossimità dello stretto di Bab el-Mandeb.
Questi successi militari rappresentano un salto di qualità notevole rispetto alla precedente strategia: gli Houthi ora possono potenzialmente osservare, minacciare e condizionare direttamente il traffico navale attraverso Bab al-Mandeb. Non bastava solo lo Stretto di Hormuz, ora le rotte del petrolio sono davvero diventate più insicure, nonostante gli Houthi proclamino che la navigazione internazionale verrà garantita e si svolgerà in assoluta sicurezza.













