Hanno fatto strike: tutti i birilli militari sono caduti, uno dopo l’altro, e adesso gli Houthi controllano l’intero litorale yemenita. Controllano quel tratto fondamentale di Mar Rosso, lo stretto di Bab el-Mandeb, dunque il traffico marittimo nell'altro braccio d'acqua che si trova a una manciata di chilometri da Hormuz.
Come su una scacchiera, per i pedoni-petroliera le vie di fuga per lasciare il Golfo e raggiungere i porti internazionali sono chiuse: il blocco sta per diventare totale. Ma «il commercio e la libertà di navigazione nel Mar Rosso e a Bab el-Mandeb saranno garantiti», ha assicurato Hazam al-Assad, dall'ufficio politico dei ribelli filo-Teheran. Al momento «non sono previsti piani per imporre tasse di transito», o, almeno, non ancora, perché i progetti per farlo – gemelli a quelli degli iraniani - già ci sono.
La presa della Porta delle Lacrime - quel che vuol dire Bab al-Mandab - è peggio dj quella di Hormuz per gli israeliani: «Potranno sparare contro qualsiasi cosa vogliano con missili anticarro; vedranno le navi a occhio nudo». Mahdi al-Mashat, presidente del Consiglio politico supremo degli Houthi, ieri ha anche promesso grazia e immunità ai soldati delle forze governative che abbandoneranno la divisa delle forze governative e deporranno le armi.












