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Gli Houthi stanno proseguendo rapidamente la loro avanzata verso il sud dello Yemen. Venerdì hanno preso il controllo della costa occidentale del paese e dell’area intorno allo stretto di Bab el Mandeb, e hanno occupato militarmente l’isola di Perim. L’isola ha una posizione strategica, perché è in mezzo allo stretto e lo divide in due corridoi marittimi. Le conquiste degli Houthi sono state confermate dall’esercito regolare yemenita: sono importanti perché garantiscono al gruppo un controllo pressoché totale sullo stretto, che collega il mar Rosso con l’oceano Indiano ed è uno dei punti nevralgici per il passaggio delle rotte petrolifere marittime mondiali.

Gli Houthi sono la milizia che da anni controlla gran parte dello Yemen del nord, inclusa la capitale Sana’a. Sono sciiti e filoiraniani: sono finanziati dall’Iran, ma anche più indipendenti rispetto ad milizie sostenute dall’Iran che fanno parte del cosiddetto Asse della Resistenza (come Hezbollah in Libano o Hamas nella Striscia di Gaza). In questa fase agiscono come “alleati” dell’Iran, ma soprattutto in contrapposizione all’Arabia Saudita, che sostiene il governo yemenita con cui sono in guerra dal 2014.

Giovedì gli Houthi avevano preso il controllo di Mocha, un’importante città portuale che si trova 80 chilometri a nord dello stretto di Bab el Mandeb. Venerdì l’avanzata è continuata verso sud. Yahya Saree, un portavoce della milizia, ha detto che «i nemici sauditi» (ossia le forze del governo yemenita sostenute dall’Arabia Saudita) erano stati espulsi da un’area di 5.000 chilometri quadrati. Un rappresentante del governo yemenita ha detto all’agenzia AFP che «è caduto tutto quello che era sotto il nostro controllo sulla costa occidentale».