Roma, 10 settembre 2026 – Bab in arabo significa porta, e quella di Bab el-Mandeb, la “Porta delle lacrime”, se viene chiusa, può alterare il commercio mondiale. E la conquista di oggi del porto di Mocha, sulla costa yemenita, da parte degli Houthi avvicina molto le forze sostenute dall’Iran al controllo di Bab el-Mandeb, il tratto di mare che collega il Golfo di Aden al Mar Rosso, e di conseguenza aumenta la minaccia su una delle principali arterie del commercio mondiale. Il nome “Porta delle lacrime” dello stretto all’entrata del Mar Rosso è riferito ai pericoli che storicamente hanno caratterizzato la navigazione di questa zona, fra correnti, venti, scogli e secche, tutte minacce naturali a cui ora, nello scenario del conflitto tra Stati Uniti, Isreale ed Iran, si aggiungono quelle politiche e militari di attacchi missilistici o con mine contro le navi che vi transitano.

Dove si trova Bab el-Mandeb

Geograficamente Bab el-Mandeb è una strozzatura lunga circa 130 chilometri e larga, nel punto più stretto, meno di 30-40 chilometri, fra Yemen, Eritrea e Gibuti. A sud si apre sul Golfo di Aden e quindi sulle rotte dell’Oceano Indiano che collegano tutta l’Asia orientale, e a nord conduce al Mar Rosso e, attraverso Suez, al Mediterraneo e quindi alle rotte dell’Europa meridionale e, oltre Gibilterra, verso l’Europa settentrionale e il Nord America. Lo Stretto di Hormuz e quello di Bab el-Mandeb rappresentano due snodi nevralgici per il commercio mondiale