Caricamento player

Ogni anno nell’Unione Europea e in altri paesi occidentali vengono importati prodotti provenienti dalle colonie israeliane illegali a Gerusalemme Est e in Cisgiordania, su cui ora dodici paesi hanno annunciato delle sanzioni: in sostanza smetteranno di acquistare beni e servizi che vengono prodotti lì. L’Italia non ha aderito alle sanzioni.

Non si sa di preciso quali prodotti l’Italia importi dalle colonie, né quale sia il volume economico che genera il loro scambio, perché gli elenchi istituzionali pubblici sui rapporti commerciali non lo dicono. Per le persone comuni quindi non è facile sapere se un alimento o un oggetto che stanno acquistando arriva dalle colonie israeliane illegali, a meno che non sia esplicitamente scritto sull’etichetta.

Le informazioni disponibili sulle importazioni dalle colonie sono state raccolte perlopiù da associazioni e organizzazioni internazionali che si occupano dei territori palestinesi occupati, e che nel tempo hanno cercato di tracciare non solo le spedizioni, ma anche gli stratagemmi usati per introdurre i prodotti nei mercati europei facendoli passare per prodotti originari di Israele. Nei loro rapporti si parla soprattutto di prodotti agricoli, come datteri, agrumi, frutta e verdure coltivate nei terreni occupati dai coloni israeliani in Cisgiordania, ma anche di vino e olio d’oliva.