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Bruxelles – Sanzioni commerciali per merci e prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani in Cisgiordania, dove i coloni sono responsabili di “pulizia etnica”. Dalla comunità internazionale arrivano dure accuse contro lo Stato ebraico e le sue politiche di espansione illegale nei territorio palestinesi, a cui si risponde con restrizioni sui flussi commerciali. È il ministro degli Esteri britannico, Ed Miliband, ad annunciare le misure. In audizione alla Camera dei comuni rivela che una nota congiunta di 12 ministri degli Esteri condivide le misure anti-colonie. Oltre al Regno Unito i firmatari del documento sono Canada, Islanda, Norvegia, Danimarca, Finlandia, Francia, Irlanda, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia.Manca la sottoscrizione dell’Italia, per il disappunto dell’opposizione: “Il governo Meloni conferma ancora una volta tutta la sua ignavia e il suo complice fiancheggiamento dei crimini commessi da Israele in Cisgiordania”, attacca l’europarlamentare Danilo Della Valle (M5S/la Sinistra), secondo cui la mancata partecipazione alla risposta dei partner internazionali è motivo di “vergogna”.L’introduzione delle misure restrittive si va ad aggiungere alle sanzioni già introdotte a livello unilaterale dai governi di Belgio e Paesi Bassi, portando dunque a oltre un terzo gli Stati membri dell’UE che condannano pubblicamente il governo di Benjamin Netanyahu: “Ci opponiamo fermamente ad azioni che equivalgono all’annessione di terre palestinesi e allo sfollamento forzato della popolazione palestinese”, recita la nota dei dodici ministri. È la comunità internazionale che prova a scaricare il premier israeliano, per cui la Corte penale internazionale ha spiccato un mandato di arresto per la risposta sproporzionata agli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023.