Di: ATS/M. Ang. Dodici Paesi, tra cui Francia, Regno Unito e Canada, intendono “imporre sanzioni al commercio di beni con gli insediamenti illegali” di Israele in Cisgiordania. L’obbiettivo è protestare contro le violenze commesse dai coloni ai danni dei palestinesi e contro l’espansione degli insediamenti, secondo un comunicato congiunto dei rispettivi ministri degli Esteri.I 12 Paesi coinvolti“Oggi, Francia, Regno Unito, Canada, Danimarca, Spagna, Finlandia, Irlanda, Islanda, Norvegia, Polonia, Portogallo e Svezia confermano la loro intenzione di imporre restrizioni nazionali al commercio di beni con gli insediamenti considerati illegali dal diritto internazionale e/o di sostenere restrizioni europee in tal senso, oppure dichiarano di stare seriamente valutando l’adozione di tali restrizioni o di altre misure, conformemente alle rispettive procedure nazionali”, si legge in un comunicato congiunto.La svolta del Regno UnitoPer il Regno Unito si tratta di una svolta del governo laburista del nuovo premier Andy Burnham rispetto a quello precedente di Keir Starmer, a costo di sfidare l’ira dello Stato ebraico e dell’amministrazione statunitense di Donald Trump. Intervenendo alla Camera dei Comuni, il ministro degli esteri britannico, Ed Miliband, ha accusato Israele di “chiudere gli occhi” rispetto a una “pulizia etnica” in corso in Cisgiordania. Nel suo intervento dai banchi di Westminster, Miliband, nato sull’isola da genitori di radici ebraico-polacche in fuga dal nazismo, ha rivendicato con orgoglio la propria origine di ebreo della diaspora e ricordato i suoi familiari uccisi nell’Olocausto e i legami con Israele, Paese di cui si è detto “amico”.Non senza condannare l’antisemitismo nel Regno o il massacro perpetrato “dai terroristi di Hamas” il 7 ottobre 2023. Nel contempo ha tuttavia sottolineato come il suo ebraismo e il riconoscimento del “diritto alla difesa dello Stato d’Israele” non siano in contrasto con il sostegno a uno “Stato di Palestina” nel quadro di una pace fondata sulla “soluzione dei due Stati: al contrario”.