ROMA, 10 SET - Lo scorso anno più di 171 milioni di studenti in tutto il mondo - ovvero 1 su 10 - di età compresa tra la scuola dell'infanzia e la scuola secondaria superiore hanno subito interruzioni del percorso scolastico a causa di rischi climatici. In Italia, nel 2025, la principale causa di interruzione dell'istruzione per 1.175.000 studenti sono state le inondazioni. E' quanto emerge da un nuovo studio pubblicato oggi dall'Unicef. Il rapporto "Interruzione dell'apprendimento: panoramica globale delle interruzioni scolastiche legate al clima nel 2025" analizza i dati provenienti da 106 paesi o territori e rileva che i rischi climatici, tra cui tempeste, inondazioni, ondate di calore, siccità e incendi boschivi, hanno portato alla sospensione delle lezioni, al danneggiamento delle scuole, al passaggio alla didattica a distanza, alla riduzione del tempo di istruzione, alla diminuzione della frequenza scolastica e all'aumento del rischio di abbandono scolastico per milioni di studenti in tutto il mondo. "Per milioni di bambini, i rischi climatici non si limitano a interrompere le lezioni, ma distruggono le scuole, costringono le famiglie ad abbandonare le proprie case e allontanano definitivamente dalle aule i bambini più vulnerabili, in particolare le bambine", ha detto Catherine Russell, direttrice generale dell'Unicef. Secondo l'analisi, le tempeste sono state la causa più comune di interruzione delle attività scolastiche lo scorso anno, colpendo 109 milioni di studenti in tutto il mondo. Le inondazioni hanno colpito almeno 70 milioni di studenti, mentre le ondate di calore hanno interrotto le attività scolastiche di circa 50 milioni di bambini. Secondo i dati, 40 paesi hanno subito diverse ondate di interruzioni scolastiche legate al clima nel corso dell'anno.