Il cambiamento climatico, con l’innalzamento delle temperature e il rischio di eventi meteorologici estremi, è ormai diventato un fattore di rischio strutturale su cui il nostro Paese non può più fare finta di niente.

A questo non sfugge neanche il sistema scolastico: quasi 1 istituto su 5 è ormai esposto al pericolo di alluvioni e 1 su 8 è in una zona a rischio frane. Il tutto, mentre le aule durante i mesi caldi bollono: meno di 1 scuola su 10 è attrezzata per combattere il caldo asfissiante.

Mentre, sullo sfondo, rimane un patrimonio edilizio obsoleto e spesso privo delle certificazioni di sicurezza fondamentali che espone la comunità scolastica a forti pericoli: lo dimostrano i 68 crolli in un anno (con 12 feriti ma, fortunatamente, senza vittime) e il numero crescente di infortuni denunciati.

I problemi sono talmente ampi che anche i 12 miliardi stanziati dal PNRR sono serviti a sistemare alcune urgenze - 5 miliardi solo per la messa in sicurezza - e carenze strutturali note da tempo, come la cronica assenza di palestre, mense e servizi educativi nella fascia 0-6.

Eccolo il bilancio critico e dettagliato sullo stato di salute dei nostri istituti preparato da Cittadinanzattiva con il suo XXIV Rapporto sulla sicurezza a scuola, elaborato incrociando i dati dell'Anagrafe dell'edilizia scolastica con le mappe ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), e analizzato nei suoi tratti salienti dal portale Skuola.net.