La nuova emergenza si chiama: crisi climatica. Il caldo aumenta ma le scuole e i loro territori non sono pronti ad affrontarlo. Non stiamo parlando solo della mancanza di condizionatori (solo un istituto su tredici è dotata di impianti di climatizzazione) ma di oltre un milione di studenti che vanno a lezione in zone a rischio idraulico. Occorre predisporre e finanziare un Piano nazionale di adattamento climatico triennale che combini interventi strutturali (efficientamento, raffrescamento sostenibile) e naturali (estensione del verde e creazione di “rifugi climatici” nei cortili aperti alla cittadinanza). A lanciare il nuovo allarme è Cittadinanzattiva che stamattina, nella sala stampa della Camera dei Deputati, ha presentato il XXIV rapporto sulla sicurezza a scuola con un focus sui rischi idraulico e idrogeologico.

Adriana Bizzari, coordinatrice nazionale del settore istruzione dell’associazione è stata chiara: “I dati di quest’anno evidenziano una situazione critica che non possiamo più ignorare. Agli storici problemi di assenza o carenza di certificazioni, di interventi di manutenzione, di analisi e interventi su soffitti e controsoffitti che tanti crolli provocano, si aggiunge l’urgenza di affrontare le conseguenze della crisi climatica e del dissesto del territorio con una pianificazione strategica, non con interventi spot dell’ultimo minuto. Chiediamo al Governo un investimento costante per l’edilizia scolastica di almeno un miliardo di euro all’anno di cui la metà da destinare al piano clima per le scuole. È necessario, prepararsi aggiornando i piani di emergenza e rendendo obbligatorie le prove di evacuazione anche per alluvioni e terremoti”.