L’inizio della scuola in Italia coincide con l’ennesima ondata di caldo, ma oltre il 90% degli edifici scolastici è privo di condizionatori. Tra proteste, richieste di rinvio del calendario e una stima di un miliardo di euro per adeguare le aule, il rientro di quasi 8 milioni di studenti porta a pensare anche alle ripercussioni sulla salute, dallo stress psicofisico ai primi virus di stagione.
L’inizio della scuola in Italia e il confronto con l'Europa
Rischio salute al rientro: dall’ondata di caldo ai virus respiratori
La carenza di condizionatori nelle scuole
L’inizio della scuola in Italia e il confronto con l’EuropaIl 7 settembre è suonata la prima campanella per oltre 85mila studenti della Provincia autonoma di Bolzano, aprendo ufficialmente l’anno scolastico 2026/2027 che coinvolgerà circa 8 milioni di alunni in tutta Italia. Il calendario prosegue a scaglioni: il 10 settembre riaprono Trento, Valle d’Aosta e Veneto, mentre le ultime regioni come Puglia e Basilicata torneranno in classe tra il 16 e il 17 settembre.Il rientro in aula non è però dei più sereni: una petizione promossa da una docente campana e sostenuta dai sindacati ha chiesto di far slittare l’inizio delle lezioni al 1° ottobre per evitare temperature superiori ai 30 gradi nelle aule.123RFRispetto al resto d’Europa, l’Italia rientra tra le nazioni con il periodo di vacanze estive più lungo (97 giorni), mentre in paesi come Finlandia, Germania e Danimarca le lezioni riprendono già ad agosto, pur con un numero totale di giorni di scuola inferiore o distribuito diversamente.Rischio salute al rientro: dall’ondata di caldo ai virus respiratoriIl ritorno sui banchi con temperature estreme comporta ovviamente rischi per la salute. Il pediatra Italo Farnetani ha chiarito ad Adnkronos Salute come il caldo intenso aumenti lo stress psicofisico, compromettendo concentrazione, apprendimento e capacità cognitive.A questo si aggiungono le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità sull’ansia da rientro, nota come “back to school blues“, che si manifesta con disturbi del sonno, irritabilità, cefalea e timori legati alle prestazioni o alle relazioni con i coetanei.












