In questi giorni di caldo molto intenso migliaia di studenti stanno sostenendo gli esami di maturità e di terza media. Sui social e in vari articoli sono state segnalate diverse situazioni critiche nelle scuole: studenti che si sentono male durante le prove o personale scolastico che porta ventilatori da casa. E questo perché oltre il 90 per cento degli istituti è privo di impianti di condizionamento. Le ragioni hanno a che fare col fatto che su molti edifici scolastici è difficile intervenire, perché sono vecchi, e poi con la mancanza di fondi e il modo in cui sono distribuite le competenze delle istituzioni.
Dai dati dell’Anagrafe dell’Edilizia scolastica, aggiornati dal ministero dell’Istruzione agli anni 2024-2025, risulta che su poco più di 60mila scuole censite, solo 4.457 ne hanno uno, cioè il 7,42 per cento. Sono 490 in più rispetto alla rilevazione precedente. Le scuole censite sono statali e vanno dagli asili alle scuole superiori.
Le differenze territoriali sono significative. Le Marche sono la regione messa meglio: hanno impianti di condizionamento in oltre il 30 per cento delle scuole, grazie a investimenti fatti dalla Regione dopo il Covid. Seguono a notevole distanza la Sardegna (16,52 per cento di scuole con impianti), il Veneto (11,03 per cento) e l’Emilia Romagna (9,5 per cento). Il Lazio (2,35 per cento), la Campania (4,40 per cento) e la Basilicata (4,47 per cento) sono le più carenti.











