Da giorni si moltiplicano gli appelli di genitori, insegnanti ed esperi che chiedono di valutare un rinvio. Ora intervengono gli studenti
«È inaccettabile rientrare a scuola con più di 30° e senza un piano reale e attuato per mitigare la situazione». È la protesta di studenti e studentesse portata davanti al Liceo Cavour di Roma dalla Rete degli Studenti Medi del Lazio, che ha organizzato un flash mob per denunciare le condizioni in cui si prepara il ritorno in classe. Gli studenti, che hanno trasformato un ingresso del liceo nella «porta dell’inferno», chiedono un intervento coordinato del ministero dell’Istruzione e del Merito, della Regione Lazio e degli enti locali. «Raccoglieremo le segnalazioni nelle scuole e vigileremo affinché la salute di chi studia venga garantita», fanno sapere.
Scuole (ancora) senza condizionatori
A preoccupare sono soprattutto le condizioni degli edifici scolastici. Secondo un’indagine di Tuttoscuola, nove scuole italiane su dieci non hanno impianti di climatizzazione. Nel territorio della Città Metropolitana di Roma Capitale, gli interventi necessari riguarderebbero circa 8mila aule, per una spesa stimata in 25 milioni di euro. Nelle aule, attualmente, si utilizzano soprattutto i ventilatori che, però, secondo gli esperti non sono sufficienti a garantire condizioni di temperatura adeguate.









