La nostra scuola è in fiamme. Parafrasando il celebre grido d’allarme che Greta Thunberg lanciò per il pianeta, oggi è il nostro sistema educativo a trovarsi in una situazione di totale emergenza. A una settimana dall’inizio dell’anno scolastico, diventa inevitabile riflettere su quanto il grande patrimonio culturale dell’istruzione scolastica abbia incontrato negli anni diversi ostacoli, ultimo dei quali il caldo soffocante che, tra la tarda primavera e l’inizio dell’autunno, tiene in ostaggio le aule e le palestre reggiane, rendendo invivibili questi spazi così essenziali per la comunità.

La scuola, è importante ricordarlo, è il fondamento della democrazia e lo specchio della salute di un Paese. "Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo", ammoniva Gianni Rodari già nella seconda metà del secolo scorso.

Per questo il benessere degli studenti deve tornare al centro dell’agenda politica e sociale: proteggere i giovani e metterli in condizione di costruire il proprio futuro è l’unico modo per evitare che l’intera società raggiunga il collasso. Questo tema è particolarmente sentito tra i docenti della nostra provincia, che a più riprese continuano a protestare per una situazione che minaccia di mettere a rischio la serenità e la salute degli studenti.