PORDENONE - Le aule della parte est, circondate da vetrate, nel corso della mattinata diventano un forno. La biblioteca, totalmente finestrata, si “tramuta” in una serra e ai prof - che in questi giorni sono all’opera con le riunioni prima dell’inizio delle lezioni - non resta che munirsi di ventaglio (e pazienza) per fronteggiare la calura. Sono alcune delle segnalazioni che arrivano dalla scuola media Lozer, dell’istituto comprensivo Torre a Pordenone, a pochi giorni dalla prima campanella prevista per lunedì 14 settembre. Non solo. Qualche giorno fa un docente ha avuto un malore a scuola, rendendo necessario l’arrivo dell’ambulanza. Fortunatamente non sarebbe stato nulla di grave e l’insegnante è tornato in servizio.
L’ALLARME Ed è ancora allerta caldo. L’istituto, inaugurato appena due anni fa, è dotato di un sistema di climatizzazione integrata: ricircolo dell’aria e raffrescamento. Secondo fonti vicine all’istituto, l’impianto di ricircolo non funzionerebbe al meglio. «La scuola - spiegano - è divisa in due, la zona est con le aule finestrate è un vero e proprio forno. In biblioteca il caldo è “violento”. Sicuramente il fatto che il cemento armato sia stato esposto per mesi ai 40 gradi non aiuta, ma il sistema sembra avere dei problemi. Mentre al piano inferiore in aula magna fa proprio freddo. Qui il raffrescamento a terra funziona anche troppo, da mettersi il giaccone. Forse c’è un problema di taratura dei due impianti. In inverno invece fa troppo caldo». Ci sarebbe anche “l’emergenza tapparelle”: «Sono dotate di un sensore anti-vento e basta una folata per farle alzare e non riparare più dal sole». Già lo scorso maggio era scattata l’allerta caldo per il sistema di ricircolo in panne. Il guasto poi era stato riparato e l’allarme rientrato.IL DIRIGENTE Contattato il dirigente Vladimiro Giacomello ha però smentito un malfunzionamento dell’impianto: «È tutto in funzione regolarmente - spiega -. È stato spento per brevi momenti per i lavori nel cantiere vicino e forse si è potuto sentire un po’ di caldo. Ma è stato bloccato solo per il tempo necessario agli interventi. Lunedì sono stato lì per una riunione e non c’erano problemi. Gli insegnanti hanno svolto i loro incontri. Auguro agli studenti, ai docenti e a tutto il personale scolastico un buon inizio d’anno».IL SINDACATO «C’è un problema strutturale nella scuola italiana - afferma Stefania Iaione, segretaria provinciale Flc Cgil - che non va affrontato in maniera propagandistica. Il caldo e il freddo sono un problema di salute pubblica per insegnanti e studenti. Chiederemo che i dirigenti premano per fare pressione sulle amministrazioni di qualsiasi colore politico. Ne va della salute dei lavoratori». Secondo Massimo Gargiulo, segretario regionale della Flc Cgil «bisogna trarre insegnamento dal periodo del Covid. All’epoca i politici hanno promesso maggiore attenzione all’edilizia scolastica, con l’introduzione di impianti di ricircolo negli istituti. E perfino condizionatori nei bus. Nulla di tutto questo è stato fatto. L’improvviso click day annunciato il primo settembre dal ministro Valditara, per il quale ha stanziato appena 20 milioni, ha fatto sì che le scuole si azzannassero per pochi spicci. Gli istituti in Italia sono 7.800 divisi per ulteriori plessi. Praticamente uno split e qualche ventaglio per uno. E alcuni non hanno potuto partecipare perché sottoposti a vincoli. Si è trattato di uno specchietto per le allodole. Noi come Flc Cgil abbiamo allertato lavoratori ed rsu per chiedere un aggiornamento del documento di valutazione dei rischi. Se il responsabile del servizio di prevenzione e protezione accerterà che le aule non sono a norma, qualcosa deve succedere. Non vorremmo arrivare al punto di appellarci alle autorità che vigilano sulla sicurezza sul lavoro, come avvenuto durante la pandemia. I fondi pnrr? È mancata una cabina di regia, occasione persa».







