HomeCronacaAule bollenti, è allarme: “Qui si rischia la salute, altro che scuola d’estate”In Lombardia solo il 7,3% dei plessi è dotato di impianti di condizionamento e ventilazione. Gli insegnanti: in classe si boccheggia, impossibile restare concentrati. Ci rimettono i più fragiliVentagli da casa o “fai da te” per far fronte a lezioni in aule troppo calde La creatività non risolve il problemaRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciMilano – Ventaglietti di tela o costruiti con fogli di carta: nella maggior parte delle scuole lombarde, il caldo asfissiante si combatte così. Bambini e bambine hanno affrontato l’ondata di caldo con creatività, ma le temperature eccezionali di questi giorni costringono a fare i conti con una delle conseguenze dei cambiamenti climatici (forse più sottovalutata rispetto ad altre), ovvero l’inadeguatezza dell’edilizia scolastica rispetto all’aumento delle temperature, soprattutto nel momento in cui si sta iniziando a ragionare di scuole più aperte in estate e nel pomeriggio, per ridurre la povertà educativa e per supportare le famiglie.

Un tema “recente” soprattutto al Nord

Sulla presenza di raffrescamento nelle scuole i dati sono pochi, anche perché, fino a qualche anno fa, il problema quasi non si poneva, soprattutto al Nord. Non c’è un dettaglio provinciale, ma l’Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola 2025 di Cittadinanzattiva permette di delineare almeno un quadro regionale. In Lombardia, solo il 7,3% degli edifici scolastici hanno un impianto di ventilazione o condizionamento, in linea con la media nazionale del 7,42%. C’è chi fa eccezione: nelle Marche, ad esempio, ben il 30% delle scuole ha sistemi di raffrescamento, ma si tratta di un unicum; al secondo posto c’è la Sardegna con il 16%.