Pavia. Non c’è ancora nemmeno il bollettino Humidex dell’Arpa, quello che misura il disagio da calore dovuto alla combinazione di temperature elevate e afa, perché solitamente la stagione della canicola parte a giugno. Ma con i termometri che ieri superavano i 34 gradi e il caldo afoso che va avanti da giorni, anche ieri gli studenti e le studentesse delle scuole pavesi hanno dovuto affrontare temperature tropicali: segnalazioni di disagio arrivano da quasi tutte le scuole superiori. Un anno fa, infatti, c’erano temperature tra i 15 e i 26 gradi: ieri 8 gradi in più. E dopo il freddo dell’inverno nelle aule difficili da riscaldare, ora si suda e si studia in questa fine anno scolastico. Caldo al Taramelli - Foscolo («siamo tutti col ventaglio»), altre segnalazioni arrivano dal Cardano, dal Cairoli, dal Cossa, dal Copernico. «Il caldo è asfissiante - segnalano dal Bordoni - abbiamo usato di tutto per farci aria». La situazione, ovviamente, varia a seconda dell’aula, dell’esposizione, della possibilità di fare circolare un filo di vento. «È un caldo anomalo, per maggio» spiega una prof del Cossa, dove le vetrate del corridoio sono al sole. E con l’afa si convive tra interrogazioni e ultime lezioni, dappertutto. Con più o meno fatica. La stessa situazione infatti c’è anche in provincia: al Grattoni di Voghera, per esempio, ieri c’era chi si era organizzato con un piccolo ventilatore sul banco, per non svenire alla lezione di latino. Anche al liceo artistico Volta «si muore di caldo», raccontano i prof, e la situazione è più difficile soprattutto al piano superiore dell’indirizzo Cat. L’unico posto vivibile è la succursale nuova, dotata di condizionatori che la rendono uno dei posti più ambiti da studenti e docenti in questi giorni. Le scuole - più fortunate quelle in edifici antichi con i muri spessi, meno quelle che, come il Cardano o il Bordoni, hanno vetrate ampie in cui il sole non lascia scampo - si arrangiano come possono: «I ventilatori della scuola sono stati distribuiti alle aule più sfortunate» spiega la vicaria del Cairoli, Paola Bonvecchio. E nelle aule sono spuntati ventilatori di ogni forma, colore, dimensione, portati dagli studenti, le classi sperimentano la produzione di flussi di corrente d’aria, calda ma almeno corrente. Altre classi, al Cairoli, si sono spostate nei corridoi, almeno meno torridi di aule con finestroni esposti e senza imposte. In ogni scuola gli studenti si lamentano coi prof, ormai senza speranza: «Siamo al freddo d’inverno e in un forno in queste ultime settimane», spiega Francesca, che fa quinta e tra una sventagliata e l’altra deve pensare alla maturità. Ieri in serata è arrivato un violento temporale, con grandine e blackout, la massima per oggi dovrebbe essere 34 gradi. E da martedì si tornerà alla media stagionale.
Acqua, lezioni in corridoio e (pochi) ventilatori in classe: così le scuole affrontano l’afa
Le segnalazioni di disagi arrivano da quasi tutti gli istituti










