L’estate sta iniziando e un anno scolastico se ne va. E con lui anche le speranze di un tetto sicuro sopra la testa degli studenti. L’ultimo episodio, per fortuna già rientrato, è avvenuto ad Abbiategrasso, nella città metropolitana di Milano: martedì 2 giugno è crollato un controsoffitto a causa delle forti piogge. Ma il problema dell’edilizia scolastica riguarda l’intero territorio italiano. E con i cambiamenti climatici, rischia di diventare sempre più gravoso. I soldi in parte ci sono, ma l'attuazione del Pnrr è in ritardo rispetto alla scadenza europea, fissata a fine giugno. Le necessità, inoltre, sono numerose: dalla vulnerabilità sismica alle ondate di calore, dai crolli dei solai al rischio incendi. Il tutto, con 9 scuole su 10 non a norma secondo l’ultimo report Tuttoscuola.

Il 27 maggio un avviso pubblico ha introdotto un finanziamento aggiuntivo: entro il 12 giugno si possono presentare richieste per gli interventi urgenti. Un’iniziativa da 20 milioni per il completamento di cantieri già avviati. Non stupisce. Eppure, secondo la relazione della corte dei conti, il Piano avanza ma non recupera i ritardi accumulati. Per la messa in sicurezza, si è al 51 per cento dei pagamenti: non si riusciranno a chiudere i cantieri in tempo. «Si rischia di avere opere incompiute», spiega Adriana Bizzarri, coordinatrice scuola di Cittadinanzattiva. «Bisogna guardare al dopo: su chi ricadranno le spese superata la scadenza? Manca una programmazione a lungo termine».