Due uomini, due operazioni immobiliari e un unico punto di contatto: l’imprenditore catanzarese Danilo Abramo, indicato dagli inquirenti come l’intermediario capace di muoversi tra aste giudiziarie, società e capitali in contanti. È lungo questa direttrice che l’inchiesta della Dda di Catanzaro, condotta dalla Guardia di Finanza, ricostruisce le posizioni di Carmelo Costa, 56 anni di Melicucco e Alessandro La Rosa, 32 anni di Tropea, gli unici due destinatari della custodia cautelare in carcere nell’ordinanza firmata dal gip Andrea Odierno.

Le loro vicende restano distinte. Per Costa il giudice ha riconosciuto la gravità indiziaria in relazione alle ipotesi di reato di riciclaggio e turbata libertà degli incanti. Per La Rosa, invece, la misura è stata applicata esclusivamente per un presunto impiego di denaro di provenienza illecita in un’operazione immobiliare. Per entrambi vale ovviamente la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva e l’indagine è ancora nelle fasi preliminari.

Costa e la gara per i 200 ettari ad Anoia

La prima storia ruota attorno a un vasto terreno agricolo nel territorio di Anoia, nella Piana di Gioia Tauro: circa 200 ettari, un prezzo base superiore a 700mila euro e un valore che, nelle conversazioni intercettate, viene proiettato fino a tre milioni di euro. Secondo l’impostazione accolta dal gip, il reale dominus dell’operazione sarebbe stato Carmelo Costa, già condannato per partecipazione mafiosa e raggiunto nel marzo 2025 da un’altra ordinanza cautelare del gip di Reggio Calabria, che lo indica come capo della locale di Melicucco. Anche quest’ultima qualificazione, naturalmente, appartiene a un procedimento non ancora definito in via irrevocabile.