Pubblicato il: 08/09/2026 – 15:01
di Giorgio Curcio
CATANZARO «I soldi dove sono?». Una domanda semplice ma brutale, una di quelle che, emerse dalle intercettazioni, porta direttamente al cuore della contabilità del gruppo finito e al centro dell’inchiesta della Dda di Catanzaro che ha portato all’arresto di 5 persone. E, per gli inquirenti, per trovare la risposta, bisognava andare a prendere un quaderno custodito negli uffici della CRD Immobiliare. Un documento più volte indicato nelle conversazioni con un nome preciso: il “libro giallo”. È uno dei particolari più suggestivi dell’indagine sfociata nel blitz della Guardia di finanza e nelle misure cautelari disposte dal gip Andrea Odierno. Il giudice, valutando il quadro indiziario relativo all’associazione contestata, attribuisce a quel documento un significato preciso: sarebbe stato utilizzato come una sorta di contabilità della «cassa comune» riferibile al gruppo facente capo, secondo l’accusa, a Gennaro Pierino Mellea, Danilo Abramo e Roberto Mercurio. Una provvista che, nella ricostruzione accolta dal gip, sarebbe stata alimentata anche con i proventi delle attività illecite contestate e utilizzata per finanziare nuove operazioni e sostenere le relative spese.










