Una struttura con il cuore operativo nelle Preserre vibonesi, basi logistiche sparse in diverse regioni e una rete di uomini incaricati di finanziare gli acquisti, trovare i fornitori, reclutare i corrieri, custodire lo stupefacente e piazzarlo sul mercato. È questa l’architettura del presunto sistema criminale delineato dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro nell’inchiesta della Guardia di finanza denominata “Aquarium”, che punta sugli interessi nel narcotraffico attribuiti alla cosca Maiolo di Acquaro. L’indagine è arrivata allo snodo principale con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari a 16 persone. Il provvedimento è firmato dal sostituto procuratore della Dda Andrea Giuseppe Buzzelli e dal procuratore della Repubblica di Catanzaro Salvatore Maria Curcio.

Chi sono gli indagati

I destinatari dell’avviso di conclusione delle indagini sono Gianni Bellò, 80 anni, residente a Garbagna, in provincia di Alessandria; Francesco Carè, 51 anni, residente a Fabrizia; Domenico Fortuna, 44 anni, residente a Stefanaconi; Domenico Fusca, 45 anni, residente a Dasà; Angelo Maiolo, 42 anni, residente a Montesilvano, in provincia di Pescara; Antonio Maiolo, 34 anni, residente a Stefanaconi; Carlo Maiolo, 55 anni, residente a Montesilvano; Francesco Maiolo, 43 anni, residente a Brandizzo, in provincia di Torino; Dritan Mici, 51 anni, residente a San Salvo, in provincia di Chieti; Gaetano Montera, 28 anni, residente ad Acquaro; Nicola Antonio Papaleo, 67 anni, residente a Monasterace; Giovanni Maiolo, 36 anni, residente a Montesilvano; Pietro Parisi, 45 anni, residente ad Alghero; Stefano Terremoto, 47 anni, residente a Torino; Ciro Trezzi, 44 anni, residente a Montesilvano; e Francesco Zoccoli, 54 anni, residente a Sant’Agata del Bianco.