Pubblicato il: 07/09/2026 – 8:17

CATANZARO Nella mattinata odierna, i militari del Comando Provinciale Catanzaro, unitamente al Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.) della Guardia di Finanza, stanno dando esecuzione all’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e contestuale decreto di sequestro preventivo, emessa dal gip del Tribunale di Catanzaro, nei confronti di 5 soggetti indagati, sotto il coordinamento di questa Procura Distrettuale della Repubblica, a vario titolo, per aver organizzato, promosso e diretto un’associazione per delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti, al trasferimento fraudolento di valori, al riciclaggio, all’autoriciclaggio, al reimpiego di denaro di provenienza illecita, nonché alla commissione di truffe aggravate in materia di politica agricola comune, al fine di ottenere contributi pubblici a fondo perduto, nonché a numerose perquisizioni locali.

Favorito esponenti della ‘ndrangheta di Melicucco e Tropea

Gli articolati e complessi approfondimenti investigativi, eseguiti dagli specialisti del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria/G.I.C.O. Catanzaro e dal Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.) della Guardia di Finanza hanno consentito di disvelare come il sodalizio criminale catanzarese, oltre che operare per realizzare profitti in proprio, anche attraverso numerose società – di persone e di capitale – operanti principalmente nei settori immobiliare ed agricolo, intestate fittiziamente a coniugi, compagne, persone di fiducia e prestanomi, si sia attivato, nell’ambito di alcune procedure esecutive e fallimentari, per favorire soggetti di notevole spessore criminale. L’attività investigativa ha fatto, inoltre, emergere l’esistenza di numerose società di persone e di capitale, direttamente o indirettamente collegate e riconducibili ai soggetti promotori del sodalizio criminale, dedite alla commissione di una serie indeterminata di delitti di turbata libertà degli incanti, nel settore immobiliare e delle aste, nonché dei vari soggetti formalmente qualificati come imprenditori agricoli, in realtà intestatari fittizi di aziende e società agricole dedite alla costante partecipazione a bandi pubblici nel settore dell’agricoltura al fine di ottenere contributi pubblici a fondo perduto.