Tutto ha inizio con l’inchiesta della Dda di Catanzaro, nome in codice Basso Profilo che ha svelato gli intrecci più nascosti tra ‘ndrangheta, politica e imprenditoria. Le intercettazioni condotte su Umberto Gigliotta, alias Mister Centomila, condannato in appello a venti anni e quattro mesi di reclusione, per duplice associazione a delinquere di tipo mafioso e finalizzata alle truffe, intestazioni fittizie, trasferimento fraudolento di valori, portano gli investigatori a scoprire l’esistenza di contatti tra questi e gli imprenditori Roberto Mercurio e Danilo Abramo. Dalle prime verifiche sarebbe emerso come questi ultimi in prima persona o tramite persone di fiducia, mogli, compagne, avrebbero rivestito la qualità di soci di fatto, soci occulti in diverse società operanti nel settore immobiliare. Dall’esame dei documenti camerali, in particolare, della società Grd Immobiliare s.r.l., sarebbero venuti a galla anche rapporti imprenditoriali con l’avvocato Gennaro Pierino Mellea.

I due filoni dell’inchiesta

Carteggio che avrebbe rivelato il solido legame imprenditoriale tra Mellea, Mercurio e Abramo, destinatari stamattina di una misura cautelare agli arresti domiciliari vergata dal gip Andrea Odierno nell’ambito di un’inchiesta che conta complessivamente 31 indagati (LEGGI) . Da qui due filoni della stessa inchiesta: l’esistenza di numerose società di persone e di capitali, direttamente o indirettamente collegate e riconducibili a Mellea, Mercurio e Abramo, impegnati nel settore delle aste immobiliari, e una rete di imprenditori agricoli fittizi di aziende dedite alla partecipazione di bandi pubblici per ottenere contributi a fondo perduto. Per i tre imprenditori il gip Andrea Odierno ha sì confermato la pesante accusa di associazione a delinquere finalizzata alle truffe, alla turbativa di asta, al riciclaggio, al fraudolento trasferimento di valori, ma ha escluso l’aggravante mafiosa.